Le probabilit? di successo terapeutico in caso di embolia polmonare (EP) acuta sono strettamente correlate alla tempestivit? della diagnosi. Anche per questo si avverte in maniera sempre pi? pressante l'esigenza di ottenere dati attendibili sulla accuratezza diagnostica in questa patologia di svariate tecniche di imaging. Dunque si procede alla ricerca del test ideale.
Tale esigenza appare motivata oltretutto dal fatto che la diagnosi di EP su basi puramente cliniche pu? rivelarsi fallace perch? gravata da una percentuale elevata di falsi negativi, ma anche di falsi positivi.
Nello studio Prospective Investigation of Pulmonary Embolism Diagnosis (PIOPED II), appena pubblicato sul New England Journal of Medicine , sono state valutate in prima istanza sensibilit? e specificit? della angio-TAC polmonare multistrato nella diagnosi di EP . Considerando l'importanza del rilievo di una trombosi venosa profonda, a sostegno ulteriore della diagnosi di EP, si ? tentato anche di stabilire se la visualizzazione venografica (ottenuta estendendo lo studio angio-TAC alla fase venosa) fosse in grado di incrementare il valore predittivo di questa tecnica.
Il protocollo di studio, per la verit? abbastanza complesso, ha coinvolto oltre 800 pazienti (prevalentemente donne con et? media di poco superiore a 51 anni) selezionati in base ad una batteria di test, clinici (punteggio di Wells) e strumentali fra cui una scintigrafia polmonare ventilo-perfusoria, da molti ritenuta il gold standard per la diagnosi di EP e, in alcuni casi, una angiografia polmonare digitale.
La diagnosi cos? formulata (192 casi positivi e 632 negativi) veniva quindi posta al vaglio della angio-TAC, ottenuta sia con la tecnica standard che con l'aggiunta della fase venosa. I risultati hanno evidenziato una sensibilit? della tecnica standard pari all'83% con una specificit? del 96%, laddove lo studio della fase venosa permetteva di incrementare notevolmente la sensibilit?, portandola al 90%, lasciando praticamente inalterata la specificit? (95%). Per entrambe le tecniche ? stato osservato un numero elevato di diagnosi non conclusive (rispettivamente 51 e 87 casi) essenzialmente a causa della cattiva qualit? dell'immagine. Tale inconveniente, a giudizio degli autori, potrebbe essere parzialmente ovviato dall'impiego di scanner di ultima generazione, in grado di ottenere immagini ad 8 o 16 strati.
Tuttavia, come previsto, il valore predittivo positivo dell'angio-TAC, sia standard sia con studio aggiuntivo della fase venosa, risultava elevato (rispettivamente nel 96% e nel 92%) solo nei casi in cui la valutazione clinica preliminare forniva una probabilit? alta o intermedia di EP acuta, ma si riduceva considerevolmente in presenza di una bassa probabilit? diagnostica, addirittura con un 42% di falsi positivi.
Nell'ipotesi in cui, dunque, non esiste concordanza fra la valutazione clinica e le immagini fornite da questa tecnica, per dirimere il dubbio diventa indispensabile il ricorso ad ulteriori test diagnostici, fra cui ad esempio il dosaggio del D-dimero.
Fonte
Stein PD, Fowler SE, Goodman LR, et al,
Multidetector Computed Tomography for Acute Pulmonary Embolism.
N Engl J Med 2006; 354 (22): 2317-2327

Joomla 1.6 Template by sinci

Blister Online