Hpv 16 e 18 meno colpepoli in et? avanzata
Uno studio multicentrico italiano, condotto dall’Hpv prevalence italian working group e guidato da Paolo Giorgi Rossi e Francesca M. Carozzi, ha valutato la distribuzione dei tipi di papillomavirus umano coinvolti nella comparsa di carcinoma cervicale invasivo e di neoplasia intraepiteliale cervicale 2/3 (Cin2/3). I ricercatori hanno osservato che la proporzione di carcinomi invasivi, causati da Hpv16/18, diminuisce con l’et? al momento della diagnosi e che il rischio assoluto di carcinoma cervicale invasivo, dovuto a Hpv non-16/18, ? molto ridotto nelle donne di et? inferiore ai 35 anni. Ci? potrebbe suggerire di innalzare l’et? in cui dovrebbe iniziare lo screening pubblico nelle donne sottoposte a vaccinazione. La ricerca si ? svolta in otto strutture ospedaliere distribuite in sei regioni dell’Italia centro-meridionale. Tra i 1.162 casi selezionati inizialmente, 722 campioni sono stati ulteriormente analizzati, ottenendo i seguenti risultati: 144 Cin2, 385 Cin3, 157 carcinomi squamosi invasivi e 36 adenocarcinomi. La proporzione di Hpv16/18 ? risultata, rispettivamente, pari a 60,8% nei casi Cin 2, 76,6% in quelli Cin 3 e 78,8% nei carcinomi invasivi. Si ? anche registrata una significativa tendenza alla riduzione, correlata all’et?, del coinvolgimento di Hpv16/18 nei cancri invasivi: da un valore pari al 92% nelle donne di et? inferiore ai 35 anni, si scende fino a 73% in quelle di et? superiore a 55 anni. La proporzione di coinfezioni si ? attestata sul 16,8% nei casi Cin2, sul 15,5% nei Cin3 e sul 15,5% nei carcinomi invasivi.
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